Urea. Idratante cosmetico, ma non solo

L'Urea è una molecola dal basso peso molecolare, idratante e cheratolitica. Inoltre aiuta gli attivi a penetrare maggiormente nella pelle. Scopriamola insieme

Anche oggi è il turno di uno di quegli ingredienti a mio parere ingiustamente poco blasonati: L’Urea.

Ora vi spiego perché dovrebbe essere più conosciuta.

Prima di tutto l’Urea è uno dei componenti del NMF (Natural Moisturizing Factor), ovvero la parte acquosa del nostro film idrolipidico. Quest’ultimo è un’emulsione, una sorta di crema naturale che la nostra pelle produce per proteggersi.

E se l’NMF si chiama proprio Fattore Naturale di Idratazione e l’Urea è uno dei suoi principali componenti, è facile intuire che svolga un ruolo importante nel mantenere l’epidermide idratata. 

Se però non sai cosa sia l’NMF e vuoi approfondire, clicca qui, perchè ve ne avevo già parlato tempo fa.

Ma l’Urea non fa solo questo.

Aiuta a dissolvere gli amminoacidi contenuti nella filaggrina. Non sapete cosa sia e a cosa serva la filaggrina? Niente paura ora ve lo spiego in modo facile-facile.

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Credit: wikipedia

urea e filaggrina

Immaginate la pelle come un muro composto da tanti mattoncini.

I corneociti sono i mattoncini (cellule) che compongono la nostra pelle. Sono composti da molte proteine, tra cui la filaggrina, una proteina filamento. Ma la filaggrina può essere contenuta anche nell’involucro lipidico (grasso) che è responsabile della funzione barriera della pelle.

Ma torniamo ai corneociti.

Le cellule della pelle quando “crescono” si spostano dagli strati più più profondi agli strati più superficiali della pelle.

Quando i cheratinociti arrivano sugli strati più superficiali della pelle è perchè sono diventati più vecchi e prima di “morire” si trasformano. 

La filaggrina che contengono si trasforma e rilascia degli amminoacidi liberi che aiutano la pelle a mantenere il suo pH acidulo corretto e a mantenere l’idratazione superficiale. Insomma concorrono a far sì che il film idrolipidico sia efficace. 

E questa cosa è importante? Direi di Sì. Se per qualche motivo il film idrolipidico non è più efficace la pelle può diventare più sensile, sviluppare dermatiti ecc.

Insomma un gran casino. Però per fortuna esiste l’urea. 

E cosa centra adesso l’Urea? Centra.

L’urea aiuta la filaggrina a disgregarsi è a liberare gli amminoacidi di cui stavamo parlando.  Rompe infatti le connessioni (anch’esse fatte di proteine) dei corneociti, che contengono sostanze in grado di rendere la pelle idratata e garantiscono alla pelle la funzione barriera.

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credit: wikimedia commons

l’Urea nella nostra pelle

 

Lo strato corneo forma una parte molto attiva dell’epidermide: ha funzione secretoria e produce l’urea, aiutandola a mantenere la propria idratazione.

L’urea insieme a Pca, amminoacidiacido lattico, zuccheri… forma infatti l’NMF sullo strato corneo.  L’NMF, il fattore naturale di idratazione può rappresentare addirittura  il 10% dello strato corneo ed è proprio grazie ad esso che la nostra pelle rimane idratata.

L’urea svolge un ruolo importante anche se non primario, nel mantenere l’idratazione a livelli corretti. 

Dicevamo che l’NMF è circa il 10% del peso dello strato corneo. E l’NMF è per il 7% composto da urea.

Poi altri ingredienti dell’NMF sono:  amminoacidi per il 50%, acido lattico per il 12%, PCA per il 12% e da altre molecole che coprono il restante 19%.

L’urea attrae l’acqua dal derma e trattenendo l’acqua fa in modo che la pelle mantenga la sua naturale barriera.

Per farvi capire la sua importanza nella pelle xerotica (secca) la quantità di urea è dimezzata, in pelle con problemi di psoriasi diminuisce del 40% e in pelle attivamente atopica l’urea può diminuire anche dell’85% .

Trattamenti topici che contengono urea non è un caso infatti che aiutino molto chi ha la psoriasi.

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UREA COME ATTIVO COSMETICO​

 

L’urea è molto igroscopica (ama l’acqua) che richiama dal derma (più interno) verso l’epidermide (più esterna). Ovvero aiuta la pelle a mantenersi più idratata.

“Spacchetta”, rompe, scioglie, le cellule secche della pelle e le rende capaci di trattenere più acqua.

Non è certamente l’unica sostanza in grado idratare la pelle, lo sono anche gli amminoacidi, gli alfa idrossiacidi, il propylene glycol, la glicerina e molti altri.

L’urea è però una molecola molto piccola (circa 60 dalton). Il suo peso molecolare bassissimo fa si che possa penetrare facilmente nella pelle, portando idratazione negli strati più profondi dell’epidermide.

L’urea si usa davvero da tempo biblico in cosmetica e non. Pensate che si usa nelle terapie topiche sino dal 1906. Però è solo da quando si è capito il suo ruolo importantissimo nell’NMF si è capito il fondamento scientifico di tale utilizzo.

In cosmetica si usa in varie concentrazioni anche al 50%, e la si può trovare in ogni tipo di prodotto, gel creme, stick, shampoo.

Una concentrazione al 10% sembra quella che dà alla pelle il miglior bilanciamento, ma in alcuni casi serve addirittura a concentrazioni maggiori. Dipende dall’attività che si vuole e dal suo ruolo all’interno della formula.

L’urea si usa anche per molti problemi dermatologici come la xerosi (pelle secca), l’ipercheratosi, calli, psoriasi, dermatiti, acne conglobata (in questi casi a concentrazioni superiori al 20%).

Gli effetti negativi sono rari e leggeri e includono eruzioni cutanee, allergie da contatto e irritazioni.

Insomma,  nonostante si usi da più di cento anni è quasi impossibile mandarla in soffitta.

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effetto idratante

L’urea riesce ad essere efficace già in concentrazioni inferiori al 10%, infatti viene usata con profitto nelle formulazioni anche a concentrazioni pari all’1%.

In concentrazioni che possono arrivare fino al 10% è idratante. Previene la perdita di acqua facendo diminuire l’evaporazione

Inoltre, rigenera la protezione naturale della pelle. L’urea svolge infatti un ruolo protettivo nei confronti della pelle secca e se usata regolarmente migliora la capacità della pelle di rigenerare la sua barriera protettiva naturale. 

L’urea migliora la barriera della pelle sia se si ha una pelle sana, che in una pelle atopica.

Effetto cheratolitico

 

Ha un effetto cheratolitico. questo effetto lo ottiene perchè rende lo strato corneo più morbido,  e in questo modo facilita  la desquamazione. 

Questo effetto è perfetto per calli o pelle indurita. Come lo fa? Dissolvendo la matrice intercellulare e così riuscendo a facilitare i suoi effetti cheratolitici. 

L’effetto cheratolitico dell’urea si ha a concentrazioni abbastanza alte (superiore al 10/15%)

A concentrazioni molto alte 40-50% ha un forte effetto cheratolitico e deve essere usato secondo le indicazioni di chi vi ha consigliato l’utilizzo. In questi casi è meglio evitare il fai da te.

altre attività dell'urea

L’urea svolge una funzione di penetration enancher per molti attivi e ovvero ne aumenta l’efficacia perchè li aiuta a penetrare maggiormente.

Ovviamente come l’urea è in grado di far penetrare maggiormente alcuni attivi anche la su permeabilità varia a seconda di come viene inserita nella formula.

Se un prodotto con l’urea viene applicato su una pelle umida penetrerà maggiormente, se il prodotto ha un pH che si avvicina al 7 l’urea penetrerà maggiormente e darà meno fastidio sulla pelle.

E’ ottima contro le irritazioni. La sua attività antiprurito è data dal suo potere anestetico.

Urea e AMMONIACA

A pH basici l’urea può creare ammoniaca, idrolizzandosi e questo può essere pericoloso. Questo non è certamente un problema per chi compra prodotti a base di Urea. Perchè i cosmetici prima di entrare nel mercato devono superare parecchi test.

Ma è qualcosa che deve esser tenuto bene a mente da chi decide di prepararsi cosmetici a casa, che senza conoscere bene la chimica può creare dei veri disastri.

CONCLUSIONI

l’Urea è un ingrediente davvero ottimo. Ha un consenso scientifico forte alle spalle e almeno un centinaio d’anni di utilizzo.

E’ una molecola dal basso peso molecolare e riesce a idratare la pelle o a esfoliarla a seconda delle concentrazioni.

In più aiuta alcuni attivi a penetrare meglio nella pelle.

 

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