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Il Pantenolo e le sua capacità di ripristino della barriera

da | 20 Giu 2024 | Blog

Un attivo formidabile per riportare in equilibrio una pelle fortemente danneggiata

Pantenolo

Oggi parliamo di un ingrediente fondamentale per mantenere la barriera della nostra pelle sana ed efficiente: il pantenolo. Di questo ingrediente ne avevo già parlato anni fa in questo articolo. Allora mi ero focalizzata più sul suo uso generale in cosmetica, quando viene utilizzato a percentuali non elevate (di norma inferiori all’1%). A queste percentuali è comunque utile per la pelle, specie per le sue proprietà idratanti e disarrossanti, ma a percentuali più elevate può davvero rivelarsi un’arma segreta da tenere sempre a disposizione nell’armadietto del nostro bagno.

Ma perché è un ingrediente fondamentale per la nostra pelle?

Il pantenolo una volta applicato sulla pelle si ossida e si trasforma in acido pantotenico, un componente del Coenzima A che stimola la produzione di acidi grassi e sfingolipidi. Lo so già che state pensando: e quindi?!?! Acidi grassi e sfingolipidi sono fondamentali per lo strato corneo, quello più superficiale della pelle perché contribuiscono a rafforzare la barriera cutanea

Attività del pantenolo

Eccoqui sintetizzate le attività del pantenolo:

  • è super idratante
  • stimola la proliferazione cellulare  agendo sui fibroblasti, 
  • accelera la riepitelizzazione
  • la rende pelle più elastica
  • ripristina la barriera cutanea
  • contribuisce nella cicatrizzazione della pelle (aumentandola di 1,52 volte)
  • riduce i rossori e le irritazioni
  • ha ottime capacità riparative e lenitive sia sulla pelle che sulle mucose. 

E’ davvero un super attivo ed è molto efficace anche sulla pelle fortemente danneggiata. Spesso nei prodotti cosmetici lo si trova a basse percentuali (0,1%-1%) e in questo caso prevale la sua capacità idratante. Ad alte percentuali purtroppo diventa un po’ appiccicoso ma al 5% è davvero perfetto per ripristinare le pelli più problematiche. Per questo è un ingrediente molto utilizzato per il trattare delle lesioni superficiali sia della pelle che delle mucose. 

Vediamo ora una serie di situazioni complesse in cui il pantenolo può venirci in aiuto.

Pantenolo, barriera compromessa e dermatiti

La barriera cutanea ha un po’ la funzione di protezione di prima linea e per questo quando viene compromessa è molto facile compaiano condizioni come la pelle secca, sensibile, la dermatite atopica, la dermatite seborroica e la dermatite da contatto. 

Per chi soffre di queste condizioni trattare al meglio la propria pelle è fondamentale per stabilizzare la condizione della barriera cutanea. Per questo si consiglia di applicare regolarmente delle creme emollienti.

Già al 2,5% il pantenolo, contenuto in una crema lipofilica, applicata due volte al giorno per una settimana, ha migliorato l’idratazione cutanea. In un altro test ha dimostrato di ridurre sensibilmente l’irritazione dovuta a un tensioattivo aggressivo (lo SLS). Dopo 7 giorni la funzione barriera della pelle era stata ristabilita. il suo effetto idratante molto pronunciato contribuisce nella capacità della pelle di rigenerarsi.

Vediamo però ora cosa può fare il pantenolo in caso di Dermatite Atopica in fase attiva e bella acuta. Certamente l’uso di corticosteroidi topici in momenti come questi è importante. Sono farmaci topici che devono essere utilizzati sotto controllo medico, anche perchè anche se è giusto usarli quando serve, un abuso è certamente controproducente. Avere a che fare con la dermatite atopica è come fare una maratona, non una gara da 100 metri. Quindi è inutile “dare tutto” in una volta sola, ma bisogna imparare a calibrare forze ed energie nel tempo e quindi se possibile non abusare di certi medicamenti.

Quando si parla di Dermatite atopica in fase acuta sia l’uso di corticosteroidi che di creme emollienti è fondamentale. Ma se la pelle è davvero molto infiammata e compromessa applicare anche una semplice crema idratante può provocare bruciori. In questi casi meglio usare all’inizio solo i corticosteroidi e poi tornare ad abbinarci una crema emolliente. Secondo la letteratura scientifica sembra indifferente se applicare prima una crema e poi i corticosteroidi o il contrario, fate delle prove e vedete come la vostra pelle reagisce meglio. La cosa importante è senza dubbio applicare la crema entro tre minuti da quando si è usciti dalla doccia e dopo aver tamponato delicatamente la pelle con un asciugamano morbido.

Se la situazione è molto complicata si può utilizzare addirittura la tecnica del “soak and smear” o “soak and seal”. Questo argomento però dedicherò un articolo a parte.

Alcuni studi hanno riportato che l’efficacia del pantenolo può essere paragonabile a quella dei corticosteroidi. Nel senso chè l’applicazione di creme con pantenolo, nella giusta quantità (ovvero senza lesinare) in modo continuativo ma anche irregolare ha portato a un effetto simile ai corticosteroidi nel breve o nel lungo periodo, e cosa forse ancora più importante, ha mantenuto la remissione della dermatite ottenuta grazie ai corticosteroidi. E direi che proprio per questo l’uso due volte al giorno di corticosteroidi ed emollienti è un’indicazione che si trova in tutte le linee guida per il trattamento della dermatite atopica.

Il pantenolo al 5% (che non è una percentuale che si trova in tutte le creme con pantenolo, ma cercate l’indicazione del produttore) ha mostrato un effetto paragonabile a un corticosteroide di bassa potenza. 

Se si usa una crema emolliente con pantenolo ogni giorno si è visto che è possibile utilizzare i corticosteroidi un giorno sì e uno no, questo è molto importante, perchè specialmente per i bambini e persone dalla pelle sensibile  aiuta a ridurre i danni collaterali dati dai corticosteroidi e permette di sensibilizzare meno la pelle a queste sostanze che è bene possano essere utilizzate senza problemi nei momenti di fase acuta. Della serie, emollienti con pantenolo permettono di usare i corticosteroidi meno volte e con meno assiduità e in questi casi vige un po’ la regola del “usarne meno per poterli usare più a lungo nel tempo”. Insomma, l’obiettivo è quello di tenerli solo per le fasi acute, in cui non se ne può purtroppo fare a meno. Nella speranza che, grazie a una buona crema usata tutti i giorni, diventino sempre più rare.

Pantenolo, laser, peeling, retinoidi, tatuaggi e radioterapia

Il pantenolo poi può essere utilizzato dopo trattamenti laser, anche per depilazione, microneedling, peeling chimici o tatuaggi, proprio grazie alle sue capacità di idratare e ripristinare la pelle e la sua barriera. Il pantenolo ha dimostrato di essere più efficace della vaselina nella riepitelizzazione della pelle. In questi casi una percentuale del 5% è consigliata.

Il 5% di pantenolo è consigliato anche con l’uso di retinoidi e anche della forma più forte ovvero la isotretinoina che può causare cheiliti.

Già allo 0,5% è efficace per le dermatiti acute dovute a radioterapia.

Pantenolo e dermatite da pannolino

Pensate che in uno studio che ha valutato più di 500 genitori alle prese con più di 500 bambini con dermatite da pannolino che hanno utilizzato una crema con il 5% di pantenolo, l’83% dei genitori ha dichiarato di aver visto un miglioramento già dopo un giorno, e il 78% ha detto che già al secondo giorno c’è stato una remissione totale dei sintomi. Inoltre il 77% dei genitori ha detto che grazie a quella crema i bambini hanno avuto un sonno meno disturbato dalle irritazioni da pannolini che evidentemente non li lasciavano dormire tranquilli. In generale l’85% dei genitori si è dimostrato soddisfatto del pantenolo al 5% utilizzato.

Pantenolo, donne in gravidanza o in allattamento 

Le donne in gravidanza possono facilmente sperimentare la Dermatite atopica e anche se l’uso di corticosteroidi topici a bassa potenza è considerato sicuro in gravidanza una crema con pantenolo può rappresentare una buona soluzione. (valutate poi sempre con il vostro medico). Ad ogni modo si legge in letteratura che prodotti con una buona percentuale di pantenolo possono avere un effetto positivo sui traumi dei capezzoli e per questo sarebbe una buona prassi spalmare della crema con pantenolo sono i capezzoli dopo l’allattamento, seguite poi dalla pulizia dei capezzoli prima della poppata successiva. E anche se il medico ritiene sia necessario l’uso di corticosteroidi è bene non abbandonare l’uso della crema con pantenolo come supporto.

Conclusione

Spero che questo articolo vi abbia fatto capire come poter sfruttare al meglio le potenzialità del pantenolo in cosmetica. Io l’ho utilizzato a percentuali diverse in diversi miei prodotti, dal detergente schiumogeno Mousse Away alle due creme barriera della mia linea che anche se sono entrambe definibili come creme barriera hanno delle peculiarità molto diverse: Skin Reset ad esempio ha una bassa percentuale di pantenolo e le sue attività sono primariamente idratante e lenitiva, grazie agli ingredienti che contiene, mentre Skin Barrier ha il pantenolo al 5% e proprio per questo ha un’attività riparatrice della barriera molto più marcata.

Bibliografia:

  • Proksch, Ehrhardt & Nissen, H. (2002). Dexpanthenol enhances skin barrier repair and reduces inflammation after sodium lauryl sulphate-induced irritation. The Journal of dermatological treatment. 13. 173-8. 10.1080/09546630212345674. 
  • Peltier, Erwan & Salvo, Raffaella & Ehret, Andreas & Trapp, Sonja & Lakomsky, Didier & Shazly, Maged. (2023). Evaluation of a 5% dexpanthenol‐containing ointment for the treatment of infant irritant diaper dermatitis through the lens of the caregiver—A real‐world data observational study. Health Science Reports. 6. 10.1002/hsr2.1033. 
  • Cho, Yoon & Kim, Hye & Woo, Seung & Lee, Dong-Hun. (2022). Use of Dexpanthenol for Atopic Dermatitis—Benefits and Recommendations Based on Current Evidence. Journal of Clinical Medicine. 11. 3943. 10.3390/jcm11143943.
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