Attivi Cosmetici: Più è sempre Meglio?

Prodotti cosmetici che si focalizzano sulla presenza di attivi con percentuali sempre più alte, saranno anche più efficaci per la nostra pelle? Scopriamolo insieme

Questo articolo nasce dal fatto che mi chiedete spesso cosa ne penso di alcuni prodotti che contengono percentuali di attivi molto alte, molto più alte di quelle che vi avevo raccontato, ad esempio, essere raccomandate dalle ricerche scientifiche in nostro possesso.

La domanda è lecita, per cui oggi cercheremo di capire se “più è sempre meglio”.

In commercio trovate addirittura aziende cosmetiche che vendono Vitamina C o Niacinamide al 100%, ma senza arrivare a questi estremi ci sono anche dei casi non così esagerati, ma comunque degli di nota.

E’ vero che le aziende cosmetiche, per risparmiare, possono inserire un ingrediente giusto per “averlo” nella lista ingredienti, magari non nelle dosi efficaci, ma quanto basta per cucirci sopra una campagna di marketing. E questo a noi consumatori non piace. 

Da qui nasce un trend che invece vede protagonisti alcuni ingredienti inseriti nelle formule a percentuali sempre più alte, dove si va proprio ad evidenziare in etichetta la percentuale di tale attivo. Questo ha in alcuni casi generato una vera e propria corsa al rialzo.

niacinamide beautycologa

Mi ha contatta una di voi che mi ha chiesto a cosa servisse il 10% di Niacinamide in un prodotto. E la mia risposta è stata l’unica che si può dare in questi casi: “Non lo so!”

Sì, perché nelle ricerche che ho letto e trovato fino ad ora, vi lascio il link al mio articolo in merito, la Niacinamide è un attivo favoloso che a seconda delle percentuali è adatto a tutti i tipi di pelle, ma, tutte comprese fino a un massimo del 5%. 

E quindi il 10%? Ah, non lo so. Chiedete all’azienda il perché di tale scelta, non a me, al momento io non so rispondere.

C’è da immaginare che certe scelte possano nascere dall’idea di voler mettere nella testa del consumatore che più è sempre meglio. Per cui il 10% sarà certamente più efficace del 4% o del 5% di un altro prodotto.

La cosa divertente è che la stessa persona il giorno dopo mi ha mandato lo screenshot di un prodotto che ne conteneva l’11% di Niacinamide. Bene, aspettiamo con ansia il prossimo che offrirà di più, perché ho paura che presto arriverà.

Cerchiamo di capire insieme come approcciarci al tema in modo scientifico.

Ho cercato di metter insieme le idee ed ecco cosa ne è venuto fuori.

beautycologa

A prescindere dal fatto che polveri 100% di Acido Ascorbico o di Niacinamide, sono più che altro degli ingredienti cosmetici, che, senza essere veicolati all’interno di una formula nel modo corretto, possono davvero fare poco o niente alla pelle. 

Spesso in questi prodotti lasciano anche un misurino e dicono di aggiungere una dose x al nostro prodotto.

Se fosse così facile inserire un cucchiaino di una polvere in una crema per rendere efficace un attivo sarebbe probabilmente inutile studiare anni di chimica per formulare un cosmetico. 

Tra l’altro la Vitamina C si disattiva praticamente appena la “guardi” ed è uno dei grandi crucci dei formulatori, molti cosmetici che la contengono hanno infatti il problema di non riuscire a mantenerla efficace fino all’uso effettivo del consumatore sulla propria pelle. Come si può pensare che aggiungendo un po’ di quella polvere a una formula a caso si possano ottenere dei benefici per la pelle?

Ma torniamo a parlare del trend delle percentuali di attivi sempre più alte nei cosmetici. Quello che risponde al mercato che cerca dalla skincare sempre di più.

beautycologa

C’è un po’ la convinzione che gli ingredienti inseriti a basse concentrazioni siano inutili, che per capire se un prodotto è “buono”, bisogno trovare gli attivi all’inizio della lista ingredienti, se sono in fondo, non è un prodotto che val la pena comprare.

In effetti capita che quando Marketing e formulatori si devono intendere su come strutturare la formula di un cosmetico si chieda: ma questo ingrediente lo vuoi alla “dose funzionale” o alla “dose marketing” (di solito allo 0,1%). E questo tipo di comportamento si commenta da sè.

Certo, non è  giusto mettere alcuni ingredienti in dosi molto basse, solo per “averli in etichetta”, d’altra parte, alte percentuali non sono sempre necessarie. 

In più dovete tenere conto che ci sono attivi, come l’Allantoina, che sono super efficaci in percentuali inferiori allo 0,5%.

Per questo alcune aziende hanno deciso di dichiarare la percentuale di alcuni attivi presenti nel cosmetico, generando però a volte un problema diverso.

Dovete sapere infatti che quando si acquistano gli ingredienti cosmetici vengono sempre segnalate le percentuali d’uso, questo anche per la sicurezza del consumatore finale. Tenete conto che nel caso della Niacinamide si consiglia un uso compreso tra lo 0,5% e il 5% e per l’Acido Ascorbico tra il 5% e il 15%.

Secondo voi produttori di materie prime non sarebbero felicissimi di vedere percentuali altissime dei loro ingredienti nei loro cosmetici? Vedrebbero i loro fatturati andare a gonfie vele. E invece no, ci consigliano delle percentuali d’uso. Perché?

Tra le varie cose la letteratura scientifica è piena di ricerche fatte per indagare l’efficacia di un ingrediente cosmetico e anche in questo caso vengono indicate le percentuali di utilizzo. Se un ingrediente ha dimostrato di essere efficace a una data percentuale, può non avere delle ricerche scientifiche che ci dicano il suo comportamento a percentuali maggiori.

Ovvero nessuno ci dice che non possa essere il famoso caso del: Il troppo stroppia.

Sì, perché venire esposti a percentuali più alte di una sostanza potrebbe creare più problemi che benefici. Le percentuali raccomandate sono basate anche sui test tossicologici a disposizione. Perché ricordate, non c’è nessuna azienda di materie prime cosmetiche o di cosmetici che ci tiene a intossicare i propri clienti. Li vogliono tutti sani e che possibilmente possano campare 100 anni (quanto meno per garantire entrate all’azienda per il futuro).

E poi, ultima cosa, e non per importanza, alcune sostanze potrebbero degradarsi e non essere più “disponibili” al momento dell’utilizzo. 

Siete ancora sicuri che “più” sia sempre meglio?

Pensate al pepe, all’aglio, al peperoncino. Un loro pizzico aggiunge esattamente quello che serve ai piatti e li rende completi e gustosi, ma se dovessimo metterne una bella manciata, avremmo probabilmente rovinato il piatto in modo irreparabile.

Per cui come per fare una buona torta dobbiamo mettere ogni ingrediente nelle giuste quantità. Chissà come mai questo concetto non sembra così scontato quando si parla di una ricetta/formulazione cosmetica.

ricetta cosmetica niacinamide vitamina c

Vi ripeto da tempo che tutti gli ingredienti cosmetici sono sicuri per il consumatore alle normali percentuali d’uso. Ecco, alle normali percentuali d’uso. A percentuali più alte di quelle normali, chi può dirlo. Infatti è proprio il CIR stesso nel rapporto di sicurezza sulla Niacinamide a dire: 

Based on the available data, the CIR Expert Panel concludes that Niacinamide and Niacin are safe in the current practices of use and concentration in cosmetic products.

Che, detto in Italiano suona: “Stando ai dati a disposizione oggi, il CIR Expert Panel conclude che la Niacinamide e la Niacina sono sicure nei modi di uso di oggi e alle concentrazioni usate nei prodotti cosmetici”.

Questo non vuol dire che vi verrà qualcosa di gravissimo domani mattina se state usando prodotti con altissime concentrazioni di alcuni attivi, ma che più semplicemente è più facile che possano svilupparsi fenomeni di irritazione.

Per farvi capire di cosa parla il CIR vi dico che secondo quello che riportano loro, le percentuali che hanno portato maggior efficacia per la Vitamina C sono inferiori al 10% e per la Nicinamidie inferiori al 5% e le concentrazioni più alte a cui sono stati condotti i test per valutare il potenziale irritativo sono del 10% per l’Acido Ascorbico e del 20% per la Niacinamide. Ecco, credo che queste siano proprio le informazioni che il CIR usa per definire la sua idea di normali concentrazioni d’uso.

Leggendo queste informazioni, è facile capire quanto sia inutile e potenzialmente controproducente inserire percentuali di attivi molto più alte di quelle raccomandate dai test di efficacia.

Perché certe aziende si ostinino in questa pratica non lo so, chiedeteglielo voi.

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