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Vitamina E. Tutta la verità

da | 8 Lug 2020 | Blog | 0 commenti

La Vitamina E è senza dubbio la Vitamina più importante per la pelle. Ma è davvero efficace in una crema? E in quale modo potrebbe…

Ah, le Vitamine. Le Vitamine fanno sempre bene. Più ce n’è e meglio è.

Tra i ricordi sbiaditi delle elementari, lì dove hanno iniziato a farmi una “capa tanta” sulle Vitamine, c’è senza dubbio il fatto che la Vitamina E sia quella più amata dalla pelle.

Ovviamente avere una dieta variegata è sempre la miglior strategia per introdurre le Vitamine che ci servono. E salvo rari casi, per i quali il vostro medico potrà sicuramente aiutarvi, non è necessario prendere integratori.

Sono ricchi di Vitamina E gli oli vegetali, soprattutto l’olio di germe di grano, ma anche l’olio di mandorle, quello di oliva, quello di girasole e mais; tra la frutta a guscio, ne sono ricche le mandorle, le arachidi e i pistacchi. Così come il tuorlo d’uovo è una buona fonte di Vitamina E.

Sicuramente quella introdotta per via orale è più efficiente di quella contenuta in un cosmetico.

Sì, perché la Vitamina E in un cosmetico come funziona?

domanda vitamina e
credit: giphy.com

Vitamina E nei cosmetici

Se vado a cercare sui manuali di cosmetologia (e parlo di manuali seri, scritti da cosmetologi riconosciuti, non da una Beautycologa qualsiasi che non sa mai nulla), alla voce Vitamina E leggo cose che più o meno recitano così:

E’ un ottimo antiossidante, riesce cioè a placare l’avanzata dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Contrasta quindi (se non del tutto, almeno in parte) i radicali liberi causati dai Raggi UV, dall’inquinamento e dal fumo.

Essendo un ingrediente lipolitico è affine alla pelle.

Il Tocoferolo (una delle forme della Vitamina E) è solubile in olio ed è in grado di prevenire l’irrancidimento degli oli e per questo nelle formulazioni con oli che si irrancidiscono facilmente (l’olio di rosa mosqueta ad esempio) aiuta a rendere più stabile il prodotto.

E’ un ottimo ingrediente per i prodotti doposole, perché è in grado di aiutare la pelle che ha subito un eritema. La sua capacità di mantenere la pelle idratata invece la rende utile sia in caso di un’esposizione solare, sia nei prodotti “anti-rughe”.

In una ricerca un po’ datata (1998), si dice che sono stati confrontati i risultati di emulsioni contenenti il 2,5%, il 5% e il 7% di Vitamina E (tocoferolo) e in tutti i casi si è visto che l’idratazione della pelle aumenta in modo statisticamente significativo. In particolare si è notato che la percentuale ottimale in una crema sembra essere quella al 5%. (peccato che la maggior parte dei prodotti in commercio ne contenga dosi inferiori all’1%).

Fin qui tutto bene e tutto meraviglioso.

Quando si parla di Vitamina E però dobbiamo dividere il mondo in due, il tocoferolo da una parte, e i suoi derivati dall’altra (ad esempio il suo acetato). Tenete bene a mente questa divisione per tutto il resto dell’articolo e seguitemi, che il discorso si fa complicato.

non è facile beautucologa vitamina eSe però state attenti non è così comlicato come sembra, giuro! ———————————- credit video: Giphy.com

Ma, si continua a leggere nei grandi testi sacri della cosmetologia, data l’instabilità del composto primario, ovvero del Tocoferolo, vengono preferiti nelle formulazioni cosmetiche i derivati dell’alfa tocoferolo (alfa tocoferolo acetato e l’alfa tocoferolo succinato; il più largamente utilizzato è l’acetato).

Qualcuno ha parlato di instabilità. In che senso: instabilità?

Bene, dunque, basta sostituire il Tocoferolo con il suo derivato e siamo tutti felici e contenti? Vediamo un po’ cosa succede normalmente.

L’Alpha-Tocoferolo acetato è, come preannunciavo prima, senza dubbio la forma di Vitamina E più usata nei cosmetici.

Secondo l’opinione del SCCNFP (THE SCIENTIFIC COMMITTEE ON COSMETIC PRODUCTS AND NON-FOOD PRODUCTS INTENDED FOR CONSUMERS), chi ci tutela in Europa per dirla breve, riguardo l’alfa-tocoferolo acetato nei cosmetici, questo ingrediente non è in grado di prevenire la formazione di cambiamenti pre-mutogeni, che possono essere alla base della formazione del cancro alla pelle. Sebbene l’alfa tocoferolo lo sia eccome.

E qui la faccenda si complica. Non solo alcune forme di Vitamina E sono più instabili, altre sono anche decisamente meno efficaci.

Drizzo le antenne e continuo la mia ricerca.i derivati

antenna
credit: giphy.com

Studio del Kuwait sulla Vitamina E

Cercando qua è là sono incappata in uno studio condotto in Kuwait.

Nel 2012 è stato fatto uno studio, proprio dall’Università del Kuwait, sulla stabilità della Vitamina E (tocoferolo) e del suo acetato,  il Tocoferolo Acetato, nei cosmetici.

Hanno provato a comprare dei prodotti in vendita in Kuwait e in più hanno prodotto dei campioni di creme in laboratorio e hanno voluto vedere quanto Tocoferolo, e quanto dei suoi derivati ci fossero effettivamente nel prodotto; dopo il passare di alcuni mesi e dopo aver conservato i prodotti in modi diversi. Ovvero volevano capire quanto questi ingredienti fossero instabili e si degradassero con il tempo.

Hanno tenuto questi prodotti a diverse temperature per mesi: a 2-8°, a temperatura ambiente (22-25°) e a 37°.

I prodotti tenuti a 37° si sono modificati di più, hanno cambiato colore maggiormente e parte dell’acqua contenuta è evaporata dal prodotto (in questo caso, la percentuale di Vitamina E era aumentata, proprio per via dell’evaporazione di una quota del prodotto, ma non si era mantenuta costante in assoluto).

La percentuale di Vitamina E è diminuita nel tempo e in modo più marcato dove è stata conservata a temperature più alte.

nooo vitamine tocoferolo
Che disastro!!!!! –
credit: giphy.com

In conclusione di questo studio i ricercatori hanno detto che la stabilità della Vitamina E (tocoferolo) e del suo Acetato è dubbia durante l’uso che ne può fare un consumatore.

La Vitamina E (tocoferolo) è sicuramente molto più sensibile alla degradazione ossidativa rispetto al suo acetato, questo spiega perché è molto più facile trovare prodotti che contengono Tocoferolo acetato, rispetto a quelli che contengono tocoferolo. Ma il tocoferolo acetato è praticamente inattivo, ovvero non vanta le proprietà senza dubbio riconosciute al tocoferolo.

Mantenere a 37° per 1-2 mesi un prodotto con Vitamina E riduce sensibilmente le proprietà della Vitamina. Per questo i prodotti con Vitamina E andrebbero prodotti, stoccati e venduti a temperatura controllata.

Le autorità, continuano i ricercatori, dovrebbero prestare attenzione a come i produttori e i distributori stoccano questi prodotti, che andrebbero tenuti sempre a temperatura controllata, e se possibile in frigo. Così come i consumatori dovrebbero mantenere la “catena del freddo” tenendo i prodotti in frigo.

frigo beautycologa vitamina e
credit: pexels.com

Pensiero dell’SCCNPF sulla VItamina E

Non manca all’appello nemmeno la SCCNFP che nel 2001 si è espressa così riguardo la Vitamina E nei cosmetici.

Ha detto che molti prodotti cosmetici, al fine di minimizzare gli effetti negativi dei raggi UV, contengono la Vitamina E e i suoi derivati.

Però, vista la limitata stabilità di questa Vitamina a temperatura ambiente nella sua forma alfa-tocoferolo, nella cosmetica si utilizzano la forma alpha-tocopherol acetate e quella alpha-Tocopherol succinate. Questi ultimi però in test fatti su animali, non hanno dimostrato alcuna attività sul minimizzare gli effetti negativi dei raggi solari.

Uno studio condotto su volontari ha inoltre evidenziato che l’alfa tocoferolo acetato viene assorbito meno rispetto all’alfa tocoferolo, e che l’Alfa Tocoferolo Acetate solo in minima parte si trasforma in Alfa Tocoferolo.

Ha concluso dicendo che sulla base delle conoscenze di oggi, la loro opinione in merito è che l’alfa-tocoferolo acetate non dà dei miglioramenti sulla salute della pelle del consumatore, ma d’altra parte non mette nessuna restrizione sull’utilizzo di questa sostanza nei cosmetici perché è considerato un prodotto sicuro.

Sicuro, ma poco utile, mi sembra di capire.

sigh tocoferolo
credit: giphy.com

Morale della favola

La Vitamina E continua ad essere la Vitamina più importante per la salute della pelle. Mantenere una dieta varia è sicuramente il modo migliore per averne quanto ne serve.

Per quanto riguarda i cosmetici, la Vitamina E, tocoferolo, è senza dubbio ottima per la nostra pelle, ma dovrebbe essere circa al 5% in un cosmetico e questo cosmetico dovrebbe mantenere una “catena del freddo” (scusate la mia terminologia tecnica di chi ha vissuto l’intera sua vita tra i banchi frigo di un supermercato) pari a quella di uno Yogurt o di un altro prodotto a “temperatura controllata“, non interrotta dalla produzione all’utilizzo.

A volte il Tocoferolo viene messo nelle formulazioni anche solo per proteggere gli oli dall’irrancidimento, altre si usa il suo acetato, perchè effettivamente più termostabile, che però è anche 10 volte meno efficace del Tocoferolo sulla pelle.

Spero che queste informazioni possano aiutarvi a diventare consumatori più consapevoli.

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