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Conservanti Non Conservanti

da | 8 Gen 2020 | Blog | 2 commenti

Conoscete i "Conservanti non Conservanti"? Sembra un gioco di parole ma non lo è. Cosa sono davvero i prodotti "Senza Conservanti"?

Siamo portati a pensare che un prodotto conservato sia necessariamente di scarsa qualità.

Certo, nel mondo dell’alimentare, possiamo avere prodotti freschi, che hanno sì una durata breve, ma che possono vantare proprietà organolettiche e perché no anche qualitative migliori rispetto a prodotti analoghi, ma conservati.

Conservare un prodotto però serve per poterlo rendere disponibile e sicuro per un periodo più lungo. Alcuni prodotti della terra sono tipici di una stagione e se vogliamo mangiarli tutto l’anno, conservarli è senza dubbio un’ottima idea.

conserva beautycologa

Per conservare un prodotto alimentare possiamo utilizzare conservanti ma anche processi come la pastorizzazione. In alternativa possiamo rispolverare i vecchi metodi presi dalla tradizione. Nascono dalla necessità di conservare i prodotti della terra i prodotti sott’olio, quelli in agrodolce e i prodotti essiccati.

Un prodotto essiccato (i funghi secchi o anche fiori come la camomilla), si mantiene per molto tempo. Il perché è presto detto: perché gli è stata tolta l’acqua.

L’acqua è vita. C’è infatti bisogno di acqua perché si possa sviluppare (ecco spiegato uno dei motivi per cui la Terra è abitata e altri pianeti non lo sono).

La stragrande maggioranza dei prodotti cosmetici hanno l’acqua al primo posto nella lista ingredienti; la presenza di acqua fa urlare: “Piatto ricco, mi ci ficco” a microrganismi come batteri e muffe. Questo vuol dire che non c’è storia, se c’è acqua nella formulazione quel prodotto deve essere conservato.

batteri

Prodotti “senza conservanti”

I prodotti che urlano dal loro packaging: “senza conservanti” sono conservati o non sono conservati?

Se non fossero conservati sarebbe un bel problema.

Se un prodotto non contiene acqua (come una saponetta o un burro cacao, non essendoci acqua, il problema non si pone), ma se la contiene il problema c’è eccome.

Un prodotto che viene messo su uno scaffale, e quindi pronto per la vendita, deve essere sicuro per chi lo utilizza, su questo non si discute. Una proliferazione di microrganismi non è quello che ci si augura di spalmarsi in faccia la mattina appena svegli.

Per cui niente panico. I prodotti “senza conservanti” sono comunque conservati. Conservati con “non conservanti”. Siete confusi? Vi capisco, avete ragione.

Ve lo dico chiaramente, il trucco c’è ed è facile scovarlo.

senza conservanti

Cos’è un conservante?

Partiamo dall’ABC: cosa sarà mai un conservante?

Per capirlo vi propongo un rapido tuffo nel mondo legislativo: esiste un meraviglioso Allegato V del Regolamento CE 1223 del 2009, che altro non è che “l’Elenco dei conservanti autorizzati nei prodotti cosmetici”. Qui vengono elencati i conservanti che si possono usare, eventuali concentrazioni massime da rispettare ed eventuali limitazioni (tipo: questi conservanti non si possono usare nei prodotti per i bambini).

Poi abbiamo l’Allegato III che è un “elenco delle sostanze il cui uso è vietato nei prodotti cosmetici, salvo entro determinati limiti”.

Benissimo, dunque abbiamo un elenco delle sostanze che si possono usare per conservare un cosmetico e uno in cui abbiamo le sostanze che non possono essere usate. E tutto attorno: la terra di mezzo.

Cosa ci sarà in questa mitica terra di mezzo? Chi se non loro: i “conservanti non conservanti”.

Qui ci starebbe bene un bel detto: fatta la legge, trovato l’inganno.

Le mie adorate sirene del Marketing hanno trovato così nella rigogliosa terra di mezzo un’occasione ghiotta ed imperdibile per dire il vero (non ho effettivamente usato conservanti contenuti nel “famigerrimo” Allegato V di cui sopra) ma conservare comunque il prodotto per renderlo sicuro per la vendita e l’utilizzo.

acido della frutta AHA BHA
Ecco a voi una tipica Sirena del Marketing nel suo ambiente naturale

Tutto ciò rimandando a un’immagine di freschezza e qualità data dal claim: “senza conservanti”.

Bingo! Direi che se non un aumento, il bonus a fine anno, il markettaro che ha intravisto questa opportunità di sicuro se l’è guadagnato.

Che il semplice fatto di venire esclusi dall’Allegato V (ormai nostro amico intimo) sia sinonimo di maggior tollerabilità cutanea è ancora un terreno tutto da esplorare.

Inoltre alcuni ingredienti, inseriti con il preciso scopo di conservare il prodotto vengono presentati come “Parfum”  o vengono enfatizzante le loro proprietà idratanti e umettanti, vere per carità, ma sarebbe come raccontare ad amici e parenti che si va a Riccione per il mare e le spiagge… e per nient’altro.

discoteca... senza conservanti

conservanti non conservanti

Se andate di fretta vi dico che i due ingredienti utilizzati di più oggi in cosmesi sono il Glyceryl Caprylate e il Ethylhexylglycerin.

Per chi invece è più curioso e vuol spendere ancora quale minuto su questo argomento, presento un elenco di sostanze che vengono utilizzate con lo scopo di conservare, anche se non sono catalogate ufficialmente come conservanti:

  • Il Glyceryl Laurate, monogliceride dell’acido laurico ci da con i Gram +, muffe e lieviti. Con attività simile ma più potente c’è il Glyceryl Caprate e il Glyceryl Caprylate.
  • L’Alcol ( di cui vi avevo già parlato nel articolo su di lui di cui vi lascio il link) quando è il percentuali superiori al 15/20% svolge egregiamente la sua azione di conservante.
  • Poi abbiamo la famiglia dei glicoli: il Pentylene Glycol, il Caprylyl Glycol, il Propylene Glycol e il Butylene Glycol, e la Glycerin. Forse uno dei glicoli più utilizzati è il Ethylhexylglycerin.

I derivati aminoacidici: Caproyl Prolinate e il Capryloyl Glycine.

cosmetici senza conservanti

Quelle aromatiche come il Levoulinc Acid e il suo sale sodico: Phenethyl Alcohol, o il p-Anisic Acid e il suo sale sodico indicati spesso con un generico: Parfum.

Una cosa super carina è stata l’invenzione di un mix di ingredienti in grado di imitare il sistema naturale e del tutto fisiologico messo in atto dalle mucche per proteggere le proprie mammelle (la natura è sempre fonte di grande ispirazione): il cocktail prevede Lactoperoxidase, Glucose Oxidase e Glucose.

Abbiamo poi la famiglia dei conservanti di origine naturale, quelle sostanze che le piante autoproducono per difendersi dagli attacchi nemici ed evitare infezioni. I Semi di Pompelmo (Citrus grandis) sono sicuramente molto in voga. Ma abbiamo anche il caprifoglio Giapponese e il Caprifoglio

Moltissimi oli essenziali vengono utilizzati a questo scopo (l’elenco sarebbe infinito, solo per fare qualche esempio nomino la lavanda, la menta, la cannella e il geranio, ma anche il rosmarino, il timo e l’origano). Anche dalla pianta del Tea Tree (la Melaleuca), pianta dalle indubbie doti antimicrobiche, si estrae una sostanza conservante.

olii essenziali usati come conservanti

conclusioni

Tutto chiaro? Spero di sì. Da oggi potrete dire di aver scoperto un altro asso nella manica delle nostre amate Sirene del Marketing. 

Asso che potranno usare finchè non modificheranno, integrandolo, il famoso Allegato V.


CREDITS:

immagini: unsplash.com
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2 Commenti

  1. Ciao, bell’articolo, scritto molto bene e con competenza.
    Mi ha incuriosito perchè mi occupo di prodotti naturali senza conservanti, e quindi prorpio di ciò di cui parli.
    Anzi per essere più precisa mi occupo di prodotti naturali senza conservanti di sintesi chimica, quindi che utilizzano sostanze naturali batteriostatiche, hanno una ridotta presenza di acqua, non hanno sigle come “parfum” o altri componenti di sintesi chimica. Ovviamente hanno una scadenza quindi non possono stare sugli scaffali dei negozi, ma la loro freschezza ne accentua il potere antiossidante. Ne hai mai sentito parlare? ti può interessare approfondire l’argomento? Ciao

    • Ciao Patrizia. Sono felice ti sia piaciuto l’articolo. Certo che mi interessa approfondire l’argomento. Scrivimi una mail utilizzando il form contatti che trovi nel sito.

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