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La forma più pura della Vitamina C: l’Acido Ascorbico

da | 6 Apr 2023 | Blog

Scopriamo insieme uno degli attivi cosmetici più amati

Oggi ho deciso di parlarvi di un Santo Graal della Skincare, la forma più pura della Vitamina C ovvero l’Acido Ascorbico.

La Vitamina C è il più importante antiossidante presente della nostra pelle e per questo ha un ruolo fondamentale per la sua salute e la sua bellezza. A differenza di altri animali, tra cui il maiale (il perché di questa puntualizzazione lo capirete a breve), noi essere umani non siamo in grado di sintetizzare la Vitamina C, ma la dobbiamo assumere dall’esterno, con l’alimentazione o applicandola dall’esterno con un cosmetico.

Ma a cosa serve l’Acido Ascorbico alla nostra pelle? Essendo un potente antiossidante neutralizza gli stress ossidativi, aiutando la pelle così a mantenersi bella e sana, stimola la produzione di collagene (e questo fa di lei un ottimo anti-rughe), è un depigmentante e quindi schiarisce le macchie ed un foto-protettore ovvero abbinato a una protezione solare amplifica la protezione della nostra pelle ai raggi solari.

Tutto meraviglioso fino a qui se non fosse che l’acido ascorbico è molto instabile, ovvero si ossida facilmente, e una volta ossidato non è più efficace, in più per essere efficace deve essere utilizzato a pH bassi (< 4) e questo può renderlo irritante su alcune pelli, specie se utilizzato a percentuali elevate.

Per cercare di risolvere questi inconvenienti sono stati inventati molti derivati dell’acido ascorbico, che hanno il vantaggio di essere più stabili e tollerabili e possono essere usati ai normali pH di una crema, ma la maggioranza di loro non ha dimostrato di essere efficace e solo pochissimi hanno dei test ben fatti che dimostrino di essere attivi sulla pelle.

Senza dubbio alcuni derivati oleosi (in particolare il Tetrahexyldecyl Ascorbate e l’Ascorbil Tetraisopalmitate, che a dispetto dei diversi nomi hanno la stessa molecola) sono quelli con evidenze maggiori (oltre a essere quelli più costosi), ma detto in tutta onestà, come l’acido ascorbico c’è purtroppo sono l’acido ascorbico.

Quando è arrivato il momento di studiare la formula del mio siero all’acido ascorbico, come mia abitudine, sono andata a leggere tutte le ricerche scientifiche che sono stata in grado di trovare, ho catalogato tutti i risultati e le evidenze disponibili per farmi un quadro della situazione che fosse il più preciso possibile.

Con mio stupore ho dovuto riconsiderare molte delle informazioni sull’acido ascorbico che vengono ripetute costantemente da chi parla di Skincare come ad esempio:

L’acido ascorbico deve essere usato al 15%-20% per essere efficace?

Ormai nel mondo della cosmetica è passato come assodato che l’acido ascorbico debba essere utilizzato al 15% o al 20%, perché queste sono considerate come le percentuali a cui viene assorbita maggiormente e dunque è passato il concetto che queste sono le percentuali a cui è efficace e dunque a cui è bene utilizzarlo. Ma la mia domanda è: qualcuno ha mai letto con attenzione la ricerca a cui si fa riferimento quando si citano queste percentuali?

Faccio una premessa che ci servirà per capire quello di dirò tra qualche riga dato che parleremo di test condotti su animali: dovete sapere che i test su animali sono stati utilizzati ampiamente in cosmetica, perché ci aiutano a capire e prevedere quello che può succedere sulla pelle umana. La pelle dei maiali è in effetti simile a quella umana, ma, cosa che può interessarci in questo caso, i maiali sono in grado di produrre la Vitamina C, cosa che noi umani non siamo in grado di fare (la prendiamo già fatta da quel che mangiamo) e questo va tenuto in considerazione quando si valutano i risultati di test fatti su maiali che coinvolgono l’azione della Vitamina C.

Seconda cosa: il motivo per cui tutti dicono che l’Acido Ascorbico è maggiormente efficace al 15-20% è perché fanno riferimento a UN test che stato fatto applicando la Vitamina C con una Hill Top Chamber (una sorta di cerottino che creando occlusione aumenta anche la penetrazione delle sostanze) sulla pelle non di uno, non di 2 ma ben di 3 maiali. Su questo ampio (per modo di dire) campione hanno applicato la Vitamina C a percentuali diverse. Devo aggiungere poi che durante il test lo strato corneo del maiale è stato rimosso prima di misurare quanto la Vitamina C fosse penetrata nella pelle.

Quindi si sa fa riferimento a quello che viene definito un test predittivo, perchè fatto su pelle di animali e non su pelle umana, perchè fatto su un campione molto piccolo e perchè stiamo parlando di un solo test. Questo dovrebbe bastare per capire che è un test che può servire come base per successivi test ma non può essere preso, così com’è per oro colato.

Qui sotto vi metto il grafico riportato nella ricerca in modo che possiate guardarlo per bene, in cui si valuta l’assorbimento della Vitamina C a percentuali diverse, il risultato della colonna è la media, ma bisogna notare come a volte questa sia un po’ la “media del pollo”.

MD, Sheldon & MD, Huanshu & Omar, Mostafa & Monteiro-Riviere, Nancy & MD, Holly & Walker, Linda & MD, Yaohui & MD, Mark. (2001). Topical L‐Ascorbic Acid: Percutaneous Absorption Studies. Dermatologic Surgery. 27. 137 – 142. 10.1046/j.1524-4725.2001.00264.x.

Mi spiego meglio: come i ricercatori hanno correttamente evidenziato, la media è fatta da risultati diversi che hanno come punto minimo i valori riportati dalla riga nera che vedete al centro della colonna, e come punto massimo dovete immaginarvi di tirare verso l’alto la riga nera per la stessa lunghezza, anche perchè giustamente la media è indicata dalla colonna, che sta in mezzo tra questi punti. che indicano quindi lo scarto dalla media dei risultati ottenuti. Questo per dirvi che già la pelle del maiale non è la pelle umana, già l’uso del cerottino che occlude la pelle modifica il comportamento che si avrebbe nelle normali condizioni d’uso di un siero alla Vitamina C, in più il campione di 3 maiali (ma alcuni valori sono stati misurati su due maiali soltanto) è davvero molto piccolo e la media è risultato di valori che specie per la percentuale del 15% deviano della media davvero tanto, rendendola simile alla “media del pollo”.

Per chi non lo sapesse si usa dire “media del pollo”, che deriva da questo esempio. Immaginiamo che io abbia mangiato un pollo intero e che una mia amica mi abbia guardato mentre lo mangiavo, bene, potrei dire che a fine del pranzo eravamo entrambe sazie perché abbiamo mangiato in media mezzo pollo a testa. Non fa una piega, no?!?

Dunque, dovremmo dire che questi ricercatori sono stati degli sconsiderati a fare un test in questo modo?

Assolutamente no. I ricercatori non hanno colpa. Si sono limitati a fare un test che, come dicevamo, potremmo definire predittivo e hanno pubblicato i risultati in modo che chi sarebbe venuto dopo di loro potesse prendere questi dati per usarli per fare test fatti meglio, magari con un campione più grande, magari su esseri umani ecc.

Ma poi, a noi interessa davvero che l’Acido Ascorbico penetri più in profondità possibile? Mi spiego: la Vitamina C svolge sulla pelle molte attività, per alcune, come la stimolazione del collagene e l’attività sulle macchie probabilmente ci interessa che penetri maggiormente nella pelle, ma per l’attività antiossidante e fotoprotettiva è probabile che sia sufficiente che il nostro acido Ascorbico sia sull’epidermide o nell’epidermide (lo strato più superficiale della pelle).

Questo è un test preliminare del 2001, ma sono stati fatti altri test simili a quello che vi ho citato? In realtà uno soltanto, sempre fatto sulla pelle dei maiali. Dopo il trattamento con una crema all’Acido Ascorbico al 10%, se ne è rintracciato l’8,2% nel derma e lo 0,7% nel sangue, e si è vista una diminuzione del 62% dei danni dati dai raggi UV. Anche se in effetti aumentando la percentuale d’uso si ottiene una maggior penetrazione. Secondo questo test il 25% di Acido Ascorbico è quello che penetra di più, maggiormente del 20%. Invece nel primo test che vi menzionato sembrava, in modo contro-intuitivo, che al 25% penetrasse meno che al 20%.

Ma test su pelle di maiali a parte, è importante vedere i risultati ottenuti sulla pelle di noi esseri umani dopo questi test predittivi, ovvero, cosa dice la scienza riguardo all’efficacia dell’Acido Ascorbico? È davvero importante utilizzare una concentrazione elevata, di almeno 15% affinché sia efficace sulla nostra pelle? La quantità di Vitamina C che si ottiene applicando percentuali più basse come il 3% o il 5% garantisce comunque la sua efficacia?

A queste e a tante altre vostre domande risponderò nella seconda parte di questo articolo, che sono certa vi stupirà. Per leggerlo clicca qui

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