Seleziona Pagina

Home » Blog » Dentro a un dentifricio

Dentro a un dentifricio

da | 22 Gen 2020 | Blog | 0 commenti

Una lunga (aimè) carrellata di ingredienti che si trovano nei dentifrici. Capire come funzionano e a cosa servono vi aiuterà a trovare il dentifricio che…

Oggi è arrivato il momento di capirci qualcosa in più sui dentifrici. Vediamo un po’ insieme alcuni ingredienti che si usano per formularli.

Questo vi servirà a capire a cosa servono e quindi se è importante che il vostro dentifricio li contenga.

sorriso dentifricio

elementi abrasivi

Sulla superficie dei nostri denti c’è un sottile biofilm di origine batterica che se si potesse sviluppare indisturbato (placca batterica) creerebbe le condizioni per la formazione della carie sullo smalto.  I batteri della placca producono acidi in grado di corrodere lo smalto (detta davvero in parole povere) e che possono far sviluppare delle affezioni gengivali.

Bisogna tenerli a bada e quindi eliminarli in qualche modo prima che facciano danni.

Gli abrasivi servono a far sì che il vostro dentifricio possa “levigare” e togliere questo biofilm che si crea sui nostri denti. Però non devono essere troppo forti, ma devono levigare quel tanto che serve.

Se la superficie del nostro smalto è dura e difficile da scalfire con gli abrasivi, ma non si può dire lo stesso della dentina, che si può esporre quando le gengive si retraggono, o a causa di uno spazzolamento troppo energico. La dentina non è così dura quanto lo smalto e se diventa “esposta” bisogna farci attenzione.

Una volta come abrasivi si utilizzava un po’ di tutto anche la pietra pomice e il marmo macinato.

Poi però, per cercare di essere più delicati, si è iniziato a usare i gel di silice (hydrated silica), che hanno una bassa abrasività, fino a ricercare formule senza effetto abrasivo, ma solo detergenti.

dentifricio

Il bicarbonato di sodio (amato da chi si cimenta a produrre in modo casalingo improbabili dentifrici) ha un basso potere abrasivo, è un lucidante temporaneo delicato (anche perché durante l’uso di scioglie), ed essendo basico, riesce a contrastare l’acidità degli acidi. Questo però non vi autorizza a mettere il bicarbonato che avete in casa sullo spazzolino, in quel caso fareste dei danni paurosi al vostro smalto.

Detto ciò, fatemi un piacere, non pensate neanche di improvvisarvi piccoli chimici riproducendo non so più qualche fantastico dentifricio al bicarbonato fatto in casa. Se un ingrediente è vero che sia valido per uno scopo, bisogna però sapere quale granulometria è quella giusta (quello che avete in casa, siete sicuri sia di quella giusta?), come fare per dosarlo e accompagnarlo in una formulazione.

Ad ogni buon conto, non credete a chi vi dice che il bicarbonato sbianca i denti, è un abrasivo, che va usato con giudizio.

Anche in pasticceria bisogna seguire delle regole chimiche ferree per creare un dolce in modo perfetto, nel fare un cosmetico questo vale ancora di più.

Altri ingredienti abrasivi possono essere: calcium carbonate, dicalcium phosphate dihydrate, calcium pyrophosphate, so­dium metaphosphate, alumina, perlite, nano-hy­droxyapatite (che è anche riempitivo delle irregolarità dello smalto).

Antibatterici

Nella nostra bocca c’è la flora batterica, che anche se non deve e non va totalmente azzerata, deve essere tenuta a bada. Questo serve per diminuire le probabilità che si formino placca e tartaro. Anche se però l’uso di antibatterici è una buona cosa, usarli troppo spesso potrebbe creare problemi alla flora batterica residente. Non tutti i batteri vanno sempre sterminati. Cum grano salis dicevano i latini.

Ci sono degli enzimi batterici come il lisozoma, la lattoferrina, la lattoperossidasi o degli antibatterici vegetali che si trovano nella corteccia dei pini, che si preferiscono nelle formulazioni per evitare l’uso sconsiderato del triclosan. Insomma, inutile usare tutti i giorni il bazuka, se abbiamo di fronte un esercito di formiche.

Spesso sentiamo il bisogno di uccidere tutti i batteri: sempre e ovunque. Non è assolutamente necessario, anzi, può essere controproducente. I dentifrici con antibatterici vanno usati su indicazione del clinico e non in maniera sconsiderata. Impariamo anche questo una volta per tutte!

dentifricio

Antitartaro

Il tartaro è  la calcificazione della placca batterica. 

Un’incrostazione che si forma quando la placca che si forma sui denti diventa dura, è una sorta di nido per i batteri in sviluppo, in cui si formano acidi corrosivi per lo smalto. In realtà nel tartaro i batteri sono murati vivi ma non possono lavorare come nella placca. È più pericolosa la placca per quello che riguarda il discorso di produzione di acidi.   

Quello che fanno gli attivi antitartaro è agire come dei “veleni di questi cristalli”. Molto efficaci contro il tartaro sono ingredienti come i fosfati e i pirofosfati. Questi ultimi fanno in modo che i batteri si attacchino meno al biofilm e quindi che facciano più fatica a formare il tartaro.

Desensibilizzanti

Se la dentina rimane scoperta e si consuma, fa sì che le terminazioni nervose che si trovano all’interno della dentina stessa finiscano per entrare in contatto con l’ambiente della bocca: sbalzi di temperature dovuti ai liquidi che si assumono, sfregamenti con lo spazzolino e cibi acidi possono provocare un allarme doloroso, conosciuto anche come sensibilità dei denti.

Il cloruro di stronzio (scusate il nome, ma non posso farci nulla), il nitrato di potassio e il fluoruro stannoso (un nome strano che sentirete ripetere spesso), riescono a bloccare questi segnali di dolore.

dentifrici

Sbiancanti

Mi spiace fare la guasta feste ma gli sbiancanti, non sbiancano

Eh sì, quel che possono fare è smacchiare o regalare un effetto ottico transitorio che non ha nulla a che vedere con lo sbiancamento. Desolata per voi! 

Gli sbiancanti possono essere divisi in sbiancanti meccanici, chimici e ottici. A seconda del modo in cui agiscono. Spesso si combinano insieme per rendere la formula più efficace.

Chimici

Sono principalmente quelli che contengono i pirofosfati, che avendo azione antiaggregante, sfavorisce anche la formazione delle macchie!

Meccanici

Alcuni abrasivi o alcuni loro mix, possono avere un’azione smacchiante. Ad esempio un mix fatto di perlite e calcio carbonato.

Ottici

Il blue covarine è un ingrediente che otticamente riesce a far sembrare più bianchi i denti e più rosa le gengive. Effetto che però purtroppo si esaurisce molto velocemente.

dentifricio

Astringenti

Per ridurre le gengiviti si usa lo zinco citrato e il fluoruro stannoso (eccolo di nuovo). Di solito però quando c’è una gengivite la situazione può degenerare e quindi è meglio rivolgersi a un igienista dentale o a un dentista che valuterà la necessità di dentifricio antibatterico. 

Rafforzanti dello smalto

I depositi di fluoruro rendono lo smalto meno solubile agli attacchi degli acidi e, in questo modo, proteggono i denti dalla carie.  Il fluoruro ostacola la perdita di minerali e contemporaneamente favorisce l’assorbimento di minerali nello smalto (remineralizzazione). L’utilizzo di dentifrici che contengono fluoruro è certamente uno dei motivi della diminuzione dell’incidenza di carie.

I floruri: sodico, stannoso (arieccolo di nuovo), o di ammine sono utili per rafforzare lo smalto. Il fluoruro stannoso (il nostro prezzemolino) è utile per ridurre le carie, ma anche contro la placca e le gengiviti. C’è però anche il sodio monofluorofosfato, lui addirittura ha una biodisponibilità maggiore di ioni di fluoruro.

Insomma stampatevi la parola fluoruro e andate a cercarlo nel vostro prossimo dentifricio.

conclusione

Blocco qui questa lunga carrellata di ingredienti per i dentifrici.

Spero che abbiate capito meglio come funzionano e quali ingredienti potreste andare a cercare nel dentifricio che fa al caso nostro. Tra le mille tipologie che esistono trovare quella migliore per noi può aiutarci a mantenere i denti sani e belli più a lungo.

Perché ricordate che il miglior accessorio che potete portare è il vostro sorriso.

Questo articolo è stato scritto grazie all’aiuto di Tatiana Rizzati, igenista dentale, conosciuta su Instagram e sul suo blog come MySmileRoutine.

tatiana mysmileroutine


CREDITS:

immagini: foto: unsplash.com e pixabay.com | Tutte le Gif: giphy.com | foto Tatiana: Mysmileroutine
Acido Glicolico

Acido Glicolico

Appena si parla di rinnovamento cellulare ecco che viene subito tirato in ballo lui: il mitico Acido Glicolico. A cosa...

Sking Purging

Sking Purging

Ti è mai capitato di provare un cosmetico nuovo (magari un prodotto esfoliante) e di accorgerti che ti fa venire più...

0 commenti

Invia un commento

Pin It on Pinterest

Share This