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Un Sapone non Sapone. Cosa sarà mai?!?

da | 1 Giu 2022 | Blog | 0 commenti

Dubbi amletici stile "Essere, Non Essere". Come può esistere un Sapone Non Sapone?

Vi siete mai soffermati a pensare cosa voglia dire la descrizione: Sapone non Sapone?

Insomma come si fa ad essere la negazione di se stessi?!?

E’ quello che tecnicamente viene chiamato SYNDET (Synthetic – Detergent); ovvero un detergente/sapone sintetico, modificato.

sapone non sapone syndet su tavolo

COs’è un SYNDET (sapone non sapone)

Sì, lo so, la parola “sintetico” è sempre un po’ brutta da sentire. Ma in questo caso il significato è un po’ relativo. Abbiamo imparato nei miei articoli precedenti sul sapone che quest’ultimo è frutto di una normale reazione chimica tra dei grassi e una sostanza alcalina (la soda caustica ad esempio). Questa reazione chimica si chiama saponificazione. Se vi è saponificazione siamo di fronte a un sapone.

E se ho un detergente che lava come un sapone ma non è figlio di una saponificazione? Siamo di fronte a un SYNDET, volgarmente detto: sapone non sapone.

I SYNDET si ottengono partendo da dei grassi che vengono poi chimicamente elaborati; per questo vengono definiti sintetici, ma potremmo anche chiamarli “derivati naturali” o “semi-sintetici”.

sapone non sapone

Dietro a questa parola si nasconde una quantità, praticamente infinita, di tensioattivi prodotti con metodi industriali.

E dove li troviamo? Un po’ dappertutto. Negli shampoo, nei bagnoschiuma, nei detergenti, nell’acqua micellare. Insomma più o meno in qualsiasi prodotto che serve per lavarci e che non sia un sapone o un prodotto detergente che utilizzi solo la detersione per affinità (ovvero uno di quei prodotti che utilizza i grassi per lavare, invece dei tensioattivi, uno per tutti: il latte detergente).

Possono essere in versione liquida o solida. Quindi sì, sembra un paradosso, ma esistono saponette che sono in realtà dei saponi non saponi (vi sentite confusi?!? Vi capisco, ma così è, cosa dovete farci). 

Mi viene in mente un quadro di Magritte (uno dei miei pittori preferiti): Ceci n’est pas une pipe. In cui lui disegna una pipa e sotto scrive: questa non è una pipa. Certo che non è una pipa, è solo la rappresentazione di una pipa. Ecco la saponetta sapone non sapone mi fa un po’ lo stesso effetto di questo quadro.

magritte ce ci n'est pas un pipe - beautycologa

PArticolarità di un sapone non sapone

Ma se più di mille anni fa avevano già inventato la saponificazione, che bisogno c’era di mettersi a creare tutti questi tensioattivi? Bhe, perché le due pecche della saponetta sono:

  • l’alcalinità (ovvero avere un PH più alto di quello della pelle) 
  • l’aggressività (lava e sgrassa e lo fa di brutto e un film lipidico sulla pelle è cosa buona e giusta).

Quello che si è riusciti a trovare è un modo per ottenere tensioattivi che con buone proprietà detergenti ma con PH dermocompatibili.

Facendo un elenco dei principali vantaggi dei SYNDET:

  • tendenzialmente meno aggressivi per la pelle
  • minor danni al naturale film idrolipidico della nostra cute
  • non creano dei precipitati a contatto con acque dure
  • più rispettosi verso il PH della pelle (nonostante una pelle sana riesca comunque nel giro di un minuto, massimo qualche ora a riportare il suo PH al giusto livello)
  • serve meno quantità di prodotto per far schiuma e detergere

lavarsi le mani con il sapone

Il PH di questi prodotti può tranquillamente variare tra il 3,5 e il 6, e in questo spettro si può fare un po’ il prodotto che si vuole.

In più li si può usare sia in acqua dolce che in acqua salata (prendete appunti per la prossima crociera in vela senza tappe in porto, d’altronde si sa che le notti in rada sono le più romantiche). Ebbene sì, alcuni riescono addirittura a fare schiuma se utilizzati in acqua salata.

In più si possono aggiungere altre sostanze che possono migliorare la formulazione (e qui i cosmetologi possono sbizzarrirsi come meglio gli pare). Possono aggiungere surgrassanti (sembra una parolaccia ma in realtà servono per rendere meno aggressivo il nostro detergente), amidi, cere e chi più ne ha più ne metta. Possono davvero cercare di rendere il detergente rispettoso della pelle ed efficace.

Spazio libero anche alla creatività meno funzionale ma più da esteta. Si po’ decidere di creare un detergente liquido, solido, trasparente, opaco, con riflessi. Insomma tutte cose forse inutili, ma i cosmetici sono anche una coccola, per cui, che male c’è a divertirsi un po’?!?

i combar

Anche se i detergenti liquidi hanno ormai superato alla stragrande le saponette solide, negli ultimi anni hanno preso piedi i COMBAR (Combinated bar) ovvero delle saponette solide che mixano la classica saponetta della nonna ai tensioattivi più moderni, il tutto infarcito di acidi grassi.

Cosa si ottiene? Un prodotto meno aggressivo della vecchia saponetta della nonna e con un PH deciso a tavolino e quindi più simile a quello della pelle.

combar beautycologa

morale della favola

Come al solito non è tutto oro quello che luccica.

Questi tensioattivi possono essere anche più aggressivi della cara vecchia saponetta e sono anche molto più costosi.

Se volete capire come è composto un SYNDET posso dirvi che è tendenzialmente una base di tensioattivi (come i lauril-solfati o gli alchil-solfati) a cui vengono aggiunte sostanze ammorbidenti per rendere il prodotto meno aggressivo e per donargli la giusta struttura, sostanze inerti (gli alcoli grassi ad esempio).

Avete ora risolto l’amletico dubbio del “Sapone non sapone”? Non so a voi, ma a me ricorda un sacco lo shakespeariano “Essere, o Non Essere”.

to be or not to be beautycologa
credit: giphy.com

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immagini: immagine Magritte: flikr | tutte le altre: unsplash.com
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