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Burro di Karitè

da | 11 Apr 2024 | Blog

Scopriamo insieme le peculiarità del burro di karitè

Il Burro di Karitè è un ingrediente che credo conoscano e apprezzino praticamente tutti.

Viene chiamato anche Vitellaria paradoxa, e lo si può riconoscere nella lista ingredienti di un cosmetico con il nome di Butyrospermum parkii, che anche se può sembrare un po’ strano, in realtà è il suo nome latino.

Il Burro viene estratto sotto la forma di grasso solido dai frutti maturi del Karitè. 

I frutti del karitè si raccolgono in estate, tra giugno e settembre, il suo nocciolo viene spellato manualmente o attraverso un processo di fermentazione. Cresce nelle savane africane, nell’Africa Orientale e cresce molto bene nella zona del fiume Nilo, ma è stata introdotta anche in Honduras.

Secondo il procedimento tradizionale il nocciolo, dopo essere stato fatto bollire e poi essiccato al sole, viene pestato e macinato fino a ottenere una pasta a cui viene aggiunta dell’acqua e poi fatto bollire per rimuovere le ultime impurità.

Il burro non raffinato ha un colore più intenso, mentre quello raffinato è più chiaro.

Viene usato in Africa anche per cucinare, ma trova posto anche nella produzione di cioccolato o in generale in pasticceria, come sostituto del burro di cacao.

Il suo uso in cosmetica è cresciuto tantissimo negli ultimi anni, tanto da diventare l’ingrediente di origine vegetale più utilizzato in assoluto, non male, no?!?

Il suo tocco quindi è molto ricco, burroso e si trova più facilmente nei prodotti pensati per le pelli mature o secche. 

Se volessimo metterci gli occhiali da chimico e volessimo capire da cosa è composto e quindi quali sono le sue particolarità. potremmo dire che è composto per il 90% da trigliceridi, sì, quelli che ci mettono paura ogni volta che dobbiamo leggere i risultati delle analisi del sangue, e un 10% di frazione insaponificabile. 

Gli acidi grassi contenuti sono lo stearico, l’oleico, il palmitico, il linoleico e l’arachidonico, che apportano idratazione indiretta e hanno un’azione barriera sulla pelle.

La parte insaponificabile di un grasso è considerata un po’ la sua ricchezza, la sua parte preziosa, contiene antiossidanti (in particolare il tocoferolo, ovvero la forma pura della Vitamina E), triterpeni, fenoli, steroli, allantoina, polifenoli che tutti insieme hanno dimostrato di proteggere dai raggi UVB (questo non vuol dire che potete usare il burro di karitè al posto della protezione solare). 

Il burro di karitè ha dimostrato in due studi clinici di essere un ottimo attivo anti-age, riducendo i segni dell’invecchiamento perché riesce a stimolare la produzione di collagene e prevenendo il photoaging.

Per questo è molto comune trovarlo nei prodotti anti rughe o antiage. 

Volendo fare un piccolo elenco delle sue proprietà possiamo dire che è:

  • Antiossidante,
  • previene i danni indotti dai raggi UV
  • anti-infiammatorio

D’altra parte viene usato anche nei prodotti per capelli, nei prodotti corpo o per le labbra.

La produzione del burro di karitè è molto attenzionata a livello di sostenibilità. 

Pensate che già nel 1998 l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha classificato la pianta del Karitè come una pianta vulnerabile, dato che veniva usata sia come legna da ardere o come legname da costruzione. Per questo molti produttori di materie prime cosmetiche cercano di finanziare progetti per lo sfruttamento sostenibile di questa pianta, acquistando da aziende agricole che operano in modo sostenibile.

Bibliografia

  • Ferreira, Marta & Magalhães, Maria & Oliveira, Rita & Lobo, José & Almeida, Isabel. (2021). Trends in the Use of Botanicals in Anti-Aging Cosmetics. Molecules. 26. 3584. 10.3390/molecules26123584.
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