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Bakuchiol: è davvero l’alternativa al Retinolo?

da | 18 Mar 2020 | Blog | 0 commenti

Questo ingrediente cosmetico è davvero poco conosciuto, scopriamo insieme se può davvero essere un'alternativa al Retinolo

Ci sono ingredienti poco conosciuti le cui proprietà vengono però decantate da alcuni produttori della cosmetica che hanno deciso di inserirli nei loro prodotti: uno di questi è di sicuro il Bakuchiol.

Questo ingrediente sembra essere l’alternativa perfetta al Retinolo. Ma cose ne pensa il consenso scientifico in merito? Lo sarà davvero? Sono andata un po’ a ricercare in giro e oggi vi racconto l’idea che mi sono fatta.

retinolo bakuchiol beautycologa

Retinolo vs Bakuchiol

Come sapete il Retinolo alias Vitamina A è un ingrediente cosmetico (ma non solo, si usa anche in prodotti prescritti dai medici) veramente efficace. Si utilizza sia per contrastare le rughe ma anche in caso di acne.

I retinoidi sono molto usati anche dai dermatologi per curare l’acne. Però c’è un però. Si portano dietro dei “side effects”, come direbbero gli inglesi, non da poco. 

Dunque, che i retinoidi funzionino, non c’è dubbio, ma possono irritare la pelle, farla diventare rossa e screpolata, possono sensibilizzarla e fotosensibilizzarla. Quindi, giusto usarli sotto controllo medico ma, cum grano salis, ovvero seguendo bene bene le indicazioni del dermatologo.

I dermatologi utilizzano dei retinoidi che in cosmetica non si possono usare e comunque possono prescrivere prodotti con concentrazioni abbastanza alte. 

Ovviamente se li prescrivono è perché sanno quello che fanno e hanno valutato il caso specifico. Per cui oltre a seguire le indicazioni del medico è buona norma abbinare anche delle creme idratanti specifiche che aiutino la pelle a ritrovare il proprio equilibrio e stare ben lontani dal sole.

bakuchiol retinolo beautycologa

Oltre ai prodotti a base di retinoidi che possono essere usati solo dietro prescrizione medica esistono anche dei cosmetici che li contengono. Anche questi devono essere usati con cautela, meglio utilizzarli la sera e in periodi in cui non si prende il sole, perché il retinolo è fotosensibilizzante (lo già scritto, ma lo ripeto, che non guasta mai).

Se volete sapere di più riguardo al Retinolo, vi lascio qui il link a un mio vecchio articolo.

Il Bakuchiol promette invece di essere l’alternativa al retinolo. Mantenendo la stessa efficacia ma senza i “problemi” tipici del retinolo.

A questo punto la domanda vien spontanea: come stanno davvero le cose?

Che cos’ è e da dove deriva il Bakuchiol

C’è una pianta che è molto presente nella zona Himalaiana della Cina e del Pakistan, ma si può trovare anche in Sud Africa, si chiama Psoralea corylifolia, ma dagli amici viene chiamata colloquialmente: “Babchi“ .

Questa pianta è utilizzata e conosciuta da un sacco di tempo, infatti è molto famosa nella medicina Ayurvedica.

Psoralea corylifolia, beautycologa

Nell’Ayurveda si usa una pasta ricavata dai semi del Babchi che viene usata sia per uso interno che per uso esterno e pare un po’ un prezzemolino: dicono sia utile in caso di alopecia, infiammazioni, psoriasi, eczema, leucoderma o lebbra. (Huang, 1998; Judd, Campbell, Kellogg, Stevens, & Donoghue, 1999; SJc, 2015).

Ma anche la medicina tradizionale cinese utilizza ampiamente i derivati di questa pianta. Insomma se pensavate che il Bakuchiol contenuto in questa pianta fosse una scoperta recente vi sbagliavate di grosso.

La Psoralea corylifolia è indubbiamente una pianta molto importante non solo per gli utilizzi che se ne possono fare in cosmetica, risulta infatti di interesse anche nel campo farmaceutico e botanico.

Al momento ci sono centinaia di composti che sono stati isolati da questa pianta (e non solo il bakuchiol) come è stato detto da Zhang et al., (2016).

Da questa pianta vengono isolati molti costituenti diversi come i flavonoidi, le cumarine oltre i meroterpeni che sono i prevalenti.

Il nostro bakuchiol è un meroterpene.

Per quanto il bakuchiol non assomigli (strutturalmente parlando) neanche un pochino al retinolo, pare che possa avere però un effetto simile sulla pelle.

Io ho trovato una Review, ovvero un paper scientifico scritto con lo scopo di riassumere le principali ricerche fatte su questo tema e un paio di ricerche condotte su un campione di volontari. E queste sono le tre fonti che utilizzerò per farvi capire un po’ cosa ne pensa il consenso scientifico in merito.

Quel che mi sento di dirvi, come premessa, è che le ricerche a nostra disposizione sono tutte a favore di questo ingrediente, anche se a mio avviso hanno bisogno di essere ulteriormente validate, da un maggior numero di altre ricerche o da ricerche condotte su campioni molto più ampi.

Ricerca numero 1

Cominciamo con una ricerca del 2014. Bakuchiol: a retinol‐like functional compound revealed by gene expression profiling and clinically proven to have anti‐aging effects (R. K. Chaudhuri K. Bojanowski First published:29 January 2014).

In questa ricerca era emerso che il bakuchiol potesse essere in grado di stimolare i fibroblasti nella produzione di collagene (i fibroblasti sono quelle cellule della nostra pelle sono deputate a produrre un sacco di cose fighissime come l’acido ialuronico, il collagene e l’elastina, per cui se i fibroblasti se la passano bene, la nostra pelle se la passa bene).

Si è notato in quel caso che con un’applicazione di due volte al giorno di un prodotto contenente bakuchiol per 12 settimane si ha avuto una riduzione dei danni provocati dai raggi UV, un miglioramento delle rughe, dell’elasticità e del tono della pelle, senza gli effetti negativi tipici del retinolo.

Ottimo direi! Ma ricordate sempre, una ricerca è come una rondine, non fa primavera.

bakuchiol beautycologa

Ricerca numero 2

Ora vi parlo di un’altra ricerca, questa volta del 2019. Assessment of topical bakuchiol and retinol for facial photoageing (Dhaliwal I. Rybak S.R. Ellis  M. Notay  M. Trivedi  W. Burney  A.R. Vaughn  M. Nguyen  P. Reiter  S. Bosanac  H. Yan  N. Foolad  R.K. Sivamani. First published:04 February 2019). 

E’ stata fatta in doppio cieco (ovvero sia i volontari che hanno provato due creme diverse, sia i dermatologi che hanno effettuato i controlli non conoscevano chi aveva usato che cosa). Essendo “ciechi” sia i volontari che i ricercatori ci si toglie il dubbio che un bias cognitivo possa inficiare negativamente sui risultati. Per questo si dice che una ricerca in doppio cieco è tendenzialmente una ricerca fatta bene.

In questo studio in doppio cieco condotto in America su 44 volontari si è voluto mettere in confronto l’uso di una crema con lo 0.5% di Bakuchiol con l’uso di una crema con la stessa percentuale (0,5%) di retinolo per 12 settimane.

Sebbene il retinolo abbia mostrato la sua capacità nel migliorare i segni del tempo sulla pelle dei volontari, d’altra parte non ha mancato di far notare anche i suoi effetti negativi, quali il rossore, bruciori o desquamazione.

Lo studio ha definito che entrambi gli ingredienti hanno diminuito in modo significativo le rughe e l’iperpigmentazione, senza una differenza statistica tra i due (ovvero, che hanno funzionato più o meno allo stesso modo).

In particolare dopo 12 settimane si è registrata infatti una diminuzione del 20% della severità delle rughe per entrambi i gruppi.

Per quanto riguarda invece la depigmentazione il 59% dei volontari che hanno utilizzato il bakuchiol ha avuto un miglioramento, contro il 44% di chi utilizzato il prodotto con il retinolo.

D’altra parte chi ha usato il retinolo ha avuto anche degli effetti collaterali sulla pelle.

Morale della favola: al termine della ricerca si è riconosciuto al Bakuchiol di avere delle proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie.

I Ricercatori hanno poi concluso dicendo che la loro è solo una ricerca, che ci dà dei dati affidabili, ma che hanno bisogno di essere comparati con ulteriori test e con studi fatti su campioni più grandi.

Quindi al momento si può affermare che il bakuchiuol sembra avere degli effetti simili a quelli del retinolo ma con meno effetti negativi. Ma i ricercatori rimangono in attesa di ulteriori prove a supporto.

Ora capite quanto è complicato poter affermare a chiare lettere l’efficacia di qualcosa?!?

bakuchiol beautycologa vitamina A

Review del 2017

Ora vi parlo invece di cosa ho travato in una Review del 2017 di cui vi lascio, come per le altre, il link. Psoralea corylifolia L: Ethnobotanical, biological, and chemical aspects: A review (Fiaz Alam | Gul Nawaz Khan | Muhammad Hassham Hassan Bin Asad, November 2017).

Una Review è una sorta di “collage” di molte ricerche. 

Ovvero ci sono dei ricercatori che fanno un riassuntone su un tema specifico (in questo caso il Bakuchiol) e riassumono un po’ le ricerche più importanti che sono state fatte negli ultimi anni, con lo scopo di fare un po’ il punto della situazione sul consenso scientifico in merito.

Questa Review è in realtà sulla Psoralea corylifolia, ovvero sulla pianta in genere e non solo sul Bakuchiol, ma io vi parlerò tendenzialmente solo di quello che si dice riguardo a questo specifico attivo estratto dalla pianta.

In primis si fa notare che gli attivi più importanti di questa pianta sono contenuti nei semi e che i tre componenti principali sono il bakuchiol (un monoterpene fenolico) e i bisbakuchiols A and B (Panda, 1999).

Il Bakuchiol è stato biosintetizzato nel 1983  (Banerji & Chintalwar, 1983). Quindi no, non è l’ultima novità del momento.

Molte ricerche hanno investigato i più strani e disparati utilizzi di questa sostanza. Senza andare troppo nel dettaglio vi lascio qui una carrellata in cui trovate l’utilizzo proposto, chi ha condotto la ricerca e in che anno è stata condotta.

Psoralea corylifolia beautycologa

Semi/frutti Bakuchiol Meroterpene :

  • Anti‐acne (Iwamura et al., 1989)
  • Antibacterico (Katsura et al., 2001; Newton et al., 2002)
  • Antifungino  (Newton et al., 2002), (Hosamani et al., 2012; Lau et al., 2010; Lau et al., 2014; Prasad et al., 2004; Savoia, 2012; Srinivasan & Sarada, 2012; Yang et al., 2006)
  • Rigenerazione della retina (Seo et al., 2013)
  • Anti‐aging (Seo et al., 2013)
  • Antagonista dei recettori degli estrogeni nelle sindromi post-menopausa (Lim et al., 2011)
  • Anti‐diabete (Behloul & Wu, 2013)
  • Inibitore della linfangiogenesi (Jeong et al., 2013)
  • Anticancro (Chen et al., 2010; Li et al., 2016)

Anti Acne

Oltre al suo utilizzo come attivo anti-age, uno dei motivi per cui viene spesso inserito nei prodotti cosmetici è come attivo per trattare i brufoli e l’acne. Grazie alla presenza di composti fenolici è dimostrato che il Bakuchiol sia un ottimo ingrediente anti acne. E’ sicuro e non crea fenomeni di irritazione o sensibilizzazione (Iwamura, Dohi, Tanaka, Odani, & Kubo, 1989).

Secondo una ricerca del 2001 pare che il bakuchiol sia un buon antibatterico (cosa che in caso di brufoli non è mai un male) ma addirittura pare che possa essere utilizzato anche nel trattamento delle carie dentali. (Katsura, Tsukiyama, Suzuki, & Kobayashi, 2001).

Invecchiamento cutaneo

Il bakuchiol interviene anche a migliorare lo stress ossidativo e per questo viene considerato un attivo utile per diminuire il processo di invecchiamento cutaneo.

conclusioni

In definitiva la Psoralea corylifolia, alla luce di tutte queste ricerche, sembra chiaro che sia una pianta molto importante che ha giustamente meritato la sua presenza nella medicina tradizionale cinese e nell’Ayurveda.  

Il Bakuchiol sembra essere uno dei derivati più importanti che si possono ottenere da questa pianta. Vista la sua efficacia sia nel migliorare l’aspetto delle rughe sia nel contrastare l’acne, due dei crucci della maggioranza della popolazione mondiale in fatto di pelle, si merita davvero un po’ più di interesse dall’industria cosmetica.

Attendendo fiduciosi altre ricerche che possano avvalorare maggiormente le ricerche condotte fino ad ora, non  vi resta che provare un prodotto che lo contiene e farvi la vostra personale esperienza con questo attivo super particolare di derivazione naturale.

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